Le cadute di oggetti (a terra)

In un articolo precedente abbiamo parlato delle cadute che facciamo a terra o sulle scale. Anche tutto quello che lasciamo cadere perché ci sfugge dalle mani … Nella tradizione popolare, numerose superstizioni si attaccano a questo tipo di incidente. Per esempio, far cadere una forchetta annuncia l’arrivo di una donna e un coltello quello di un uomo. Se una donna incinta fa cadere delle forbici, si predice che partorirà una femmina. Rovesciare il sale sul tavolo, porta sfortuna. Per finire, si promettono 7 anni di disgrazie a colui che rompe uno specchio lasciandolo cadere ! A partire da questi esempi, vedremo che far cadere degli oggetti prende un senso, anche se diverso secondo la Legge del Principio. Inizialmente, ricordiamo che cadere, è incontrare il suolo, la terra, vale a dire la realtà concreta, si tratta dunque di un invito ad uscire da ogni ideale e da ogni illusione.

  • Far cadere il proprio telefonino

Il telefono è uno strumento di comunicazione verso l’esterno, che si porta con sé e che può essere utilizzato non importa dove e quanto (è diverso dal telefono fisso) Far cadere il telefonino a terra è un invito a installarsi ad ogni istante in una comunicazione autentica, vera, uscendo da ogni illusione. Louise si sta preparando ad incontrare il suo capo servizio per giustificare la sua assenza con una storia che sta inventando, quando inciampa e lascia cadere il suo telefonino.

  • Far cadere gli occhiali

Gli occhiali sono una specie di protesi che permettono di migliorare la propria vista rendendola più chiara, più netta, dunque più normale. Lasciarli cadere è un invito della vita a ritrovare la propria visione di sé – autentica – cessando di interpretare, di deformare la realtà o di guardare attraverso la visione degli altri. Quando i nostri occhiali cadono a terra possiamo interrogarci su una parte della nostra visione, su certi avvenimenti della nostra vita, che non sono la nostra propria visione, ma piuttosto di tale persona o di tale gruppo sociale. Oppure ancora in quale interpretazione siamo della realtà: attraverso quale immaginazione o ideale guardiano la vita in questo momento?

  • Far cadere del denaro

Il denaro rappresenta la ricchezza, dunque il valore.

Quando lasciamo cadere del denaro – si tratta il più sovente di monete – mettiamo il valore a terra, vale a dire nel concreto, nel palpabile.

Analogicamente, si tratta di un invito della vita a riconoscere che il valore è nell’autenticità, nella realtà concreta e nei piccoli dettagli del quotidiano (soprattutto se si tratta di piccole monete)

Gérard, molto scontento di aver avuto una contravvenzione che trova ingiusta per un eccesso di velocità, sceglie di andare a pagare la sua multa con delle monete da un centesimo. Arrivando davanti alla cassa del tesoriere, la sua borsa si apre e tutte le monete cadono al suolo. Deve raccoglierle una ad una

  • Far cadere il telecomando

Siamo portati quotidianamente a servirci di un telecomando. Come indica il nome, si tratta di uno strumento che permette di comandare – a distanza- un’azione sull’oggetto lontano. E’ quindi un ordine che inviamo ad un oggetto esterno a noi: un ordine per modificare l’esterno.

Con questo sguardo ci possiamo interrogare sull’intenzione che abbiamo ogni volta che facciamo cadere il telecomando.

Un’intenzione è una energia rivolta verso l’esterno ed è giusto avere delle intenzioni. Per contro, ciò che non è giusto, è il fatto di restare “fissato” su una intenzione che nega la realtà concreta.

Albert è il sindaco di un piccolo comune e chiaramente non sarà rieletto alle prossime municipali. Durante la campagna elettorale, parecchie volte fa cadere il telecomando della televisione che si rompe. (questo ora è riparato con dei pezzi di cerotto). Fa anche cadere il telecomando del suo portone automatico e ci passa sopra con la sua auto. Questo diventa non riparabile!

  • Far cadere le chiavi

Si tratti delle chiavi di casa o dell’automobile, le chiavi sono degli strumenti che ci permettono di accedere a qualche cosa. L’automobile rappresenta la nostra autonomia e la casa, ciò che siamo veramente, la nostra interiorità, la nostra verità. Così far cadere le proprie chiavi ci invita a trovare degli strumenti autentici per accedere alla nostra autonomia o a noi stessi. E’ frequente che al momento in cui usciamo, le nostre chiavi sfuggano dalle nostre mani. Questo avvenimento anomalo può incidere nel domandarci in che cosa non siamo completamente autentici nel nostro modo di agire in quel preciso momento. Jerome, 18 anni, appena patentato, sta per raggiungere i suoi amici, con una grande voglia di “impressionarli” arrivando al volante di un’auto. Suo padre – che ha acquisito lo sguardo della Bioanalogia sulla lettura dei segni della vita, gli fa notare che ha appena fatto cadere le sue chiavi per due volte e gli dà il senso. Jerome che rispetta molto suo padre, prende coscienza del suo atteggiamento interiore e dialogando con lui, si ri-situa con maggior equità. In conclusione, lasciare cadere un oggetto non ha nulla di drammatico in sé e questo ci succede spesso, ma non dobbiamo lasciare passare regolarmente questo avvenimento senza neppure notarlo (almeno fino a quando non ci sono rotture!. Con lo sguardo della legge del Principio, si tratta di un invito – frequente – a riaggiustarci con la nostra verità e autenticità, cessando di voler trasformare o deformare la realtà. In effetti siamo invitati – in permanenza – a prendere la responsabilità di essere veri e autentici nella nostra vita in modo sempre più consapevole.

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