La perdita

Negli intrattenimenti, Epiteto dice:

“Ciò che turba gli uomini, non solo le cose, sono i giudizi che essi portano sulle cose”

I canali televisivi, internet, i quotidiani ci danno di continuo delle notizie che vengono dal monto intero. Abbiate cura di non lasciarvi trasportare dal giudizio che possiamo avere su questi. Questo atteggiamento ci mantiene nella dualità, la chiusura e la sopravvivenza. La vera dimensione dell’ Uomo non è di dare un valore positivo o negativo alle cose della vita. La vera dimensione dell’Uomo consiste nel mettere in luce ciò che lo tocca alfine di trasformarlo in Talento creativo. E’ così che possiamo passare dalla sopravvivenza alla vita. E’ ciò che sviluppiamo con la Bioanalogia e la Legge del Principio.

Titolo : Gli oggetti del quotidiano : la perdita (1)

E’ successo a tutti di perdere ogni sorta di oggetti nel nostro quotidiano.

Telefonino, occhiali, chiavi della macchina o della casa, tutti questi oggetti sembrano talvolta prendere un sinistro piacere nello sparire – temporaneamente o definitivamente nella nostra vita. Questo mese, piuttosto che continuare a rimuginare dandoci dei qualificativi più o meno amari, proviamo a comprendere il senso di questi fatti spiacevoli e angoscianti , ma anche ricorrenti. In effetti, lo sappiamo ormai, il senso rivelato dagli avvenimenti che ci toccano. qualsiasi essi siano, esprimono le leggi della nostra realizzazione, ciò che dobbiamo mettere in coscienza. Inizialmente, secondo la Legge del Principio, il fatto di perdere presuppone di staccarsi da, in termine di: cambiare il modo di vivere la funzione di ciò che abbiamo perduto.

-       Perdita degli occhiali

Gli occhiali hanno la funzione di correggere la nostra visione, modificano dunque il nostro modo di vedere le cose. Detto altrimenti, senza gli occhiali, non sono capace di vedere la realtà quale essa è, non posso più fidarmi della realtà.

Il principio che traduce la perdita degli occhiali è: la realtà è una illusione, non devo restare “agganciato “ alla mia visione. Questo parla dunque di una grande legge della vita che è di integrare che tutto è in cambiamento.

Nel momento in cui perdiamo i nostri occhiali, sarebbe dunque interessante domandarci a quel immagine – a quale idea di sicurezza – restiamo legati, impedendoci così di entrare nella nostra creatività e di evolvere. Ci è allora proposto di smettere di restare fissi sul nostro modo attuale di guardare il mondo e di rimettere in questione questo attaccamento che ci impedisce di evolvere.

La vita ci propone anche di avere più fiducia a ciò che sentiamo all’interno rispetto a ciò che vediamo all’esterno di noi stessi, dunque senza riferimenti esterni, integrando il fatto che tutto è inafferrabile e non permanente.

-        Perdita del telefonino.

La funzione di un telefonino è di permetterci di comunicare con tutte le persone – che abbiamo un altro telefono – che si trovino in qualsiasi parte del globo terrestre. Per la maggior parte di noi, questo apparecchio è diventato indispensabile nella vita di tutti i giorni: lo si utilizza in permanenza per comunicare, ma anche per giocare, ascoltare della musica e informarci.

Dunque, il telefonino è un intermediario nella comunicazione, si trasferisce una informazione da una persona all’altra, attraverso dei segnali hertziani. Questo necessita di una grande quantità di stazioni relè per riattivare l’informazione. In altre parole, questa comunicazione, per essere ricevuta è trasformata artificialmente.

Così perdere il telefonino non ci permette più di comunicare attraverso delle vie artificiali.

Secondo la legge del Principio, questa perdita ci propone dunque di ritrovare una vera comunicazione. Vale a dire una comunicazione reale, possibile unicamente quando ciascuno è nel rispetto di sé: senza aspettative, né intenzioni di fronte all’altro, nel vero incontro.

-       Perdita delle chiavi

Una chiave è uno strumento che serve per far funzionare un meccanismo allo scopo di produrre l’apertura o la chiusura di una porta o di far partire un congegno (auto, moto, ecc. ) Si tratta di un utensile esterno – o altra cosa – che permette un’azione su questa cosa.

Utilizziamo delle chiavi in qualsiasi momento della nostra vita quotidiana. Chiave di casa nostra, della nostra auto, della cassetta delle lettere, dell’ufficio, ecc.

Secondo la legge del Principio, perdere le proprie chiavi è un invito a smettere di cercare all’esterno di sé “la Chiave miracolosa” che rimedia a tutti i nostri mali.

Seguendo l’utilizzo di queste chiavi, una volta ancora la legge del Principio ci permette di affinare il senso della loro perdita:

a) Perdere le chiavi del proprio domicilio : non posso più rientrare a casa mia. Mi è proposto di prendere coscienza che non posso più vivere il mio essere cercando delle soluzioni esterne per realizzarmi.

Anche il modo come risolvo la situazione ci dà anche delle indicazioni:

Chiamo un fabbro: scelgo di accogliere l’aiuto degli altri per ritrovare me stesso.

Entro da una finestra: cambio il mio modo – convenzionale – di funzionare per ritrovare me stesso.

Domando ad una persona che vive con me o presso di me (congiunto, figli, genitori, vicini) e che ha le doppie chiavi di affidarmele: esco dall’identificazione con l’altro e imparo a rispettarmi considerando anche l’altro nella sua differenza, per ritrovare me stesso.

b) Perdita delle chiavi della propria auto

La nostra auto rappresenta la nostra autonomia.

Se perdo le chiavi dell’auto, non posso più utilizzarla. Secondo la legge del Principio, questo significa che mi è proposto di trovare un altro modo di vivere la mia indipendenza, pur scoprendo che tutto è interdipendente.

Succede spesso di ritrovarsi all’esterno della propria auto, le chiavi all’interno con le porte bloccate. Dall’esterno è possibile vedere le chiavi nell’auto e spesso è l’intervento di un mezzo di soccorso che ci porta la soluzione aprendo le portiere con un sistema di ganci.

Il senso proposto in questo caso è che le chiavi sono all’interno di noi e che senza dubbio è necessario tener conto degli altri- o di far appello all’altro – per accedere al cuore di se stessi.

c) Perdita delle chiavi della propria valigia

Un giorno, un amico che aveva perso le chiavi della sua valigia, ha dovuto forzare la serratura che era bloccata per accedere alla sue cose. Secondo la Legge del Principio gli ho proposto la lettura seguente: nessuno può risolvere ciò che tu porti al posto suo. Tu solo puoi farlo!

Riassumendo, e per concludere, in modo generale, notiamo che perdere un oggetto rinvia sempre ad una proposta di ritrovare la nostra identità senza passare attraverso delle referenze esterne.

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