L’Automobile (1 parte)

L’automobile, come lo indica il suo nome, in definizione di Principio, è « auto » e « mobile », quello che parla dunque del modo con il quale siamo « auto-mobili », cioè del modo con il quale siamo autonomi nella nostra azione di vita. Tutti i nostri problemi concernenti la macchina ci dicono come dobbiamo fare per essere noi stessi (auto) pienamente vivi (mobili). Per dirlo con altre parole, ci indicano come dobbiamo vivere interamente questo in quanto essere unico che siamo….

La carrozzeria

Rappresenta la nostra apparenza e le nostre protezioni. Quando è rovinata, è la nostra immagine che è danneggiata. Illustra dunque la necessità di mostrarci nella nostra imperfezione e di mettere in gioco le nostre protezioni. Guardate com’è difficile vivere senza tenere conto di quello che gli altri vedono di noi !

Il motore

Ci da l’energia di propulsione per fare avanzare la macchina. Un problema di motore ci rivela che dobbiamo smettere di mettere energia per evolvere.

I freni

Permettono di fermarsi. Una rottura di freni ci obbliga a continuare ad avanzare. Tradotta in talento creativo, questo significa che dobbiamo avanzare con impegno assumendo la responsabilità nella nostra vita.

Scatola del cambio

Ci permette di trovare il migliore rapporto tra potenza della macchina, la velocità richiesta e la pendenza del terreno. Una scatola del cambio bloccata su un rapporto traduce che, qualsiasi la situazione, dobbiamo rimanere constante nel nostro rapporto con la vita.

I segnali ottici

Illuminano la strada e permettono di essere visti. L’ottica nomina la funzione visiva, quella che permette di posizionarci, di riconoscerci e di orientarci. Un difetto nelle luci è il segno che bisogna smettere di volere orientarci (avere un’intenzione) in una direzione particolare (fari) nella struttura della vita (a destra) oppure nelle relazioni affettive (a sinistra).

Gli incidenti:

Andare nel fosso (uscire dalla strada)

Se io derapo e mi ritrovo nel fosso, è perché ho perso il controllo della mia macchina e che sono dunque uscito dalla strada. In che cosa, nella mia vita, è proprio quello che devo fare? per essere pienamente vivo, devo smettere di volere dare un senso alla mia vita (perdita di controllo) uscendo dalle mie abitudini, del noto, del mio modo di funzionamento abituale (uscire della via).

Urtare un albero

Se vado contro un albero, indica che sono uscito dalla strada. La mia macchina è entrata in contatto con un albero: l’albero è una verticale, quello che è collegato all’ordine, al rigore e il vegetale rappresenta la relazione, l’incontro.

In che cosa, nella mia vita, per incontrare l’altro (vegetale) in quanto essere unico e differente (verticale), devo – vedere « uscire di strada » - smettere di volere dare un senso alla mia vita (perdita di controllo) uscendo dalle mie abitudini, del noto, del mio modo di funzionamento abituale (uscire dalla strada). Tanto più che la mia macchina, quando sarà danneggiata, farà riferimento a quello che abbiamo visto concernente la carrozzeria, che traduce, la necessità di smettere di funzionare sulle apparenze.

Pagare una multa per parcheggio

Quando si paga qualche cosa, si da valore a quest’oggetto. In questo caso, questo indica che bisogna dare valore alle nostre “fermate” (parcheggio). Come se questa multa dava importanza al fatto di porsi, di fermarsi nella vita.

Pagare una multa per eccesso di velocità

Lo abbiamo appena visto, « pagare » significa « dare valore a una cosa ». L’eccesso di velocità è andare a una velocità che è superiore a quella autorizzata dalla legge. Dobbiamo porci la domanda: in che cosa io devo dare valore al mio intuito (conoscenza rapida delle cose) che non è nelle norme, poiché è unico e che è dunque una funzione che ci da una velocità superiore a quelle degli altri. E’ interessante notare che ci sono sempre più persone che devono pagare per eccesso di velocità, come se bisognasse essere sempre più coscienti del fatto che stiamo trascurando il nostro intuito senza dargli valore.

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Chi sono gli amici del Piccolo Principe è presto detto: “Oggi più che mai la nostra cultura ci porta continuamente a delegare le nostre scelte per quanto riguarda la nostra salute.......per questo evento c'è il medico. E così anche per la parte spirituale......c'è il prete, e la parte economica......c'è il commercialista e così via. Facciamo sempre più fatica a scegliere per la nostra vita o peggio ancora crediamo di scegliere quando invece non abbiamo sufficienti informazioni per poterlo fare.


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