L’Edipo “presidenziale”

L’Edipo “presidenziale” articolo di Jean-Philippe Brébion su Néosanté agosto 2017 n° 69

Dopo i risultati del primo giro delle elezioni presidenziali, una riflessione pubblicata sul social network ha avuto un largo successo.”In Francia secondo giro molto edipico fra colui che ha ucciso suo padre e colui che si corica con la madre “

Rassicuratevi, non vi parlerò di politica in questo articolo. Non è neppure una riflessione sulla vita priva dei pretendenti al posto superemo! Nonostante questa battuta mi ha colpito, è il modo in cui fa risorgere il mito di Edipo che è ancorato nel nostro inconscio collettivo. In effetti il dramma di Edipo immortalato nella tragedia di Sofocle “Edipo re” è un pilastro della psicanalisi freudiana. (i ricercatori stimano che la tragedia Edipo re” di Sofocle è stata composta e rappresentata per la prima volta da il 430 e il 420 a:C)

Un breve riassunto della sua storia:

“Diventato re di Tebe, Edipo indaga sulla causa dell’epidemia di peste che devasta il paese, rendendo sterili gli uomini e gli animali. Incontra Tiresia, un indovino, che gli rivela che è lui il colpevole, perchè senza saperlo, ha ucciso suo padre e sposato sua madre: Preso dall’orrore di questa rivelazione del patricidio e dell’incesto, Edipo si cava gli occhi”

Per trasposizione analogica Freud ha inventato il concetto psicoanalitico del “complesso di Edipo” ( Questo concetto inventato da Freud è esposto per la prima volta al pubblico nell’ ”Interpretazione de sogni” un saggio apparso nel 1900) secondo il quale nel bambino, quando si risvegliano in lui le prime pulsioni sessuali sviluppa un forte attaccamento per il suo genitore di sesso opposto. Scopre quindi il desiderio di eliminare il genitore dello stesso sesso, risentito come un rivale.

Sempre secondo Freud questo periodo determinante per la struttura della personalità dell’individuo e contribuirebbe ad un meccanismo di identificazione attraverso l’assimilazione di un tratto o di un attributo. Per la stessa ragione, sarebbe anche all’origine di un buon numero delle sue “problematiche” .

La psicanalisi – come la psicologia, la sociologia ecc – considera il funzionamento dell’inconscio psichico come un costituente a partire da una sperimentazione della vita con dei parametri di dualità e di causalità, legati rispettivamente allo spazio e al tempo.

Per ciò che concerne la Bioanalogia, ci concentriamo su ciò che ho chiamato Inconscio universale.

Ricordiamo che la Bioanalogia si appoggia sull’ipotesi che tutto è analogico con la prima legge del nostro universo. Questa prima legge si manifesta con il Big Bang in cui il tempo e lo spazio formano un “continuum” di tre piani, ne collegati né separati e appartenenti ad una sola e stessa realtà. Questo si sviluppa in modo olografico e frattale sull’origine del nostro universo e costituisce l’inconscio universale che preesiste a tutte le manifestazioni e senza la quale non c’è manifestazione.

Questo inconscio universale non è sottomesso alle nozioni di spazio-tempo e non è tratta dalla sperimentazione, non si capisce, non si spiega, E’.

In queste rivista ho sviluppato differenti articoli sul nuovo paradigma della realizzazione di sé nella quale affermo che è accessibile unicamente attraverso la sperimentazione.

Concretamente, questo implica il considerare la vita come un Presente permanente . Detto altrimenti di vivere la nostra vita quotidiana nella sperimentazione permanente (incontro/continuum) di situarsi, riconoscersi (tempo/energia Padre) in rapporto ad una constatazione (spazio / Energia –madre). In breve vivere è essere allo stesso tempo l’osservatore e lo sperimentatore della nostra propria esperienza. E’ questa sperimentazione che segna l’era della Coscienza.

Tutto questo significa che la vita è una sperimentazione di non identificazione.

Per la maggior parte del tempo, viviamo restando identificati ad un fatto, un avvenimento o una persona. Cerchiamo di attirare la “causa della nostra felicità” o di respingere “quella della nostra infelicità” questo significa che interpretiamo l’esterno come essendo differente da noi e responsabile del nostro benessere, Detto altrimenti ci identifichiamo all’esterno, poiché esistiamo in rapporto a questo esterno. In questo modo intratteniamo la nozione di tempo e spazio.

Ritorniamo al mito di Edipo per trovare il Principio universale

  • Uccidete il padre (tempo / esterno /cielo) secondo la legge del Principio, si tratta di cessare di cercare una validazione o una identificazione all’esterno di noi, integrando ciò che ci tocca e noi stessi.

Non c’è niente altro che noi stessi, ciascuno di noi è un Universo unico

  • Giacere con la madre (spazio /interno/terra) secondo la legge del Principio, si tratta di aderire alla realtà tale e quale è, senza voler un’altra constatazione di ciò che è.

La sola e unica condizione senza la quale possiamo essere in pace è di essere nella certezza assoluta che tutto è compiuto e quindi non essere più nell’illusione della mancanza. Per questo occorre smettere di concepire altra cosa di quello che è, vale a dire essere senza alcun giudizio sulla constatazione delle nostra realtà.

  • Edipo si cava gli occhi: secondo la legge del Principio, essere ciechi si collega a non cercare dei riferimenti all’esterno. Non c’è più luce da andare a cercare, perché tutta la luce rinchiusa nella materia è rivelata: tutto è compiuto.

Così l’era della Coscienza si traduce con la scomparsa della nozione di spazio e tempo. Questo non è accessibile al nostro mentale, questo non si capisce, non si spiega.

Ma è chiaro che in questa nuova era, ciascuno di noi è invitato a “votare” per la sperimentazione delle Presenza vivendo l’essere unico che è.

Ci appartiene unicamente di rispondere a tutto ciò che ci tocca nella certezza assoluta che questo fa parte di noi ed è al servizio della coscienza.

Stampa Email

Cosa dire di noi

Chi sono gli amici del Piccolo Principe è presto detto: “Oggi più che mai la nostra cultura ci porta continuamente a delegare le nostre scelte per quanto riguarda la nostra salute.......per questo evento c'è il medico. E così anche per la parte spirituale......c'è il prete, e la parte economica......c'è il commercialista e così via. Facciamo sempre più fatica a scegliere per la nostra vita o peggio ancora crediamo di scegliere quando invece non abbiamo sufficienti informazioni per poterlo fare.


AMICIDELPICCOLOPRINCIPE.COM

via Firenze, 33080 Porcia PN - Italia

+39 0422-85.02.03

+39 348-51.61.396

info@amicidelpiccoloprincipe.org


Prego, sentitevi liberi di contattarci!

Come trovarci?