Le dipendenze 1

Le dipendenze 1 – ed Néosanté n° 56

Le dipendenze (1) : cocaina, eroina e sostanze psicotiche

(1) Secondo l’Inserm certe sostanze danno più dipendenze di altre. La maggiore sembra essere il tabacco (32%), poi l’eroina (23%), la cocaina (17%), l’alcool (15%9, le anfetamine (11%) la cannabis (10%) e infine i medicamenti psicotropi (9%)

In Bionalogia, leggiamo la vita attraverso la nozione dello spazio e del tempo, essendo legate alla verticalità e all’orizzontalità.

In un articolo precedente, ho sviluppato il tema della dipendenza (essere alla dipendenza) nell’azione dei kamikaze in legame con gli psicotropi potenti.

Bioanalogicamente, la dipendenza (essere alla dipendenza) è legata all’orizzontalità nel senso in cui si tratta di un elemento indissociabile dall’avvenimento. Mentre la dipendenza legata alla verticalità, nella misura in cui riposa su una voglia ripetuta e irreprensibile, a dispetto degli sforzi del soggetto per sottrarsi. (si può dire che si è sotto gli ordini di)

Ricordiamo che in Bionalogia, cerchiamo il senso degli avvenimenti secondo la Legge del Principio alfine di scoprire in che sono l’espressione di una creatività non espressa.

Per cominciare consideriamo l’etimologia della parola (addizione, dipendere da) dipendenza

Questo termine deriva dal latino ad dicere “dire a, aggiungere a”. Nella civiltà romana, gli schiavi erano detti, aggiunti al loro Pater familias, vale a dire che erano dati, aggiunti al loro padrone. Non avevano un loro nome proprio: la loro identità era attaccata quella del loro padrone.

Ritroviamo nel Medio Evo questa forma di relazione presso l’apprendista legato al suo maestro, era la stessa cosa per colui che non poteva pagare i suoi debiti e che era dipendente al suo creditore.

Così, sia per lo schiavo come per l’apprendista e il debitore nel Medio Evo, non hanno una identità propria, sono “dell’identità di...”

D’altro canto la dipendenza è un comportamento in legane con una sostanza, o con un comportamento, che, l’abbiamo detto, sfugge a tutti i controlli malgrado il desiderio del soggetto di sottrarsi e la reale coscienza della sua perdita di libertà.

Può essere fisica o psichica, e si accompagna ad una identificazione biologica (organismo) e/o psicologica (individuo) all’oggetto della dipendenza.

La Legge del Principio ci permette di riconoscerci in ciò che ci tocca e formulando la legge in modo neutro, senza giudizio, né interpretazione. E’ grazie a questo utensile d’integrazione delle Biologia, che possiamo accedere alla nostra creatività non ancora rivelata.

Qui il, il Principio della dipendenza /”essere sotto l’identità di” si traduce con riconoscere la propria identità nell’oggetto della dipendenza e “senza averne il controllo” con l’essere sotto l’ordine imperioso di questo stesso oggetto, senza alcuna volontà propria.

Si tratta di un invito imperioso a riconoscersi nella sua integrità vivendo in tutta coscienza... (il Principio – neutro – dell’oggetto, la dipendenza.

Detto altrimenti, si tratta di integrare in coscienza che si può essere intatti - nella propria integrità – solo rispettando come valore il più assoluto, il senso della propria dipendenza, rivelato in creatività.

Dipendenza da cocaina

Un giovane donna dopo aver cantato per lungo tempo nella strada, è stata ingaggiata da un impresario e a rapidamente guadagnato molto denaro. Ma per continuare a farlo, è stata costretta a lavorare moltissimo, ad un ritmo che non era il suo. Per assicurare i suoi impegni, si è messa a prendere degli stimolanti e in breve e diventata “dipendente” alla cocaina. La cocaina è un sostanza illecita considerata come psico-stimolante che aumenta la vigilanza e diminuisce la sensazione di fatica.

Principio di “aumentare la vigilanza” : svegliare la coscienza

La fatica è una reazione, spesso si “ripara” un’azione con il riposo, ciò che significa che non si ha rispetto del propri limiti. Infatti, il risposo dovrebbe servire a prepararsi all’azione giusta.

Si tratta di un invito a decidere imperiosamente a riconoscere la propria integrità, nel rispetto di una vigilanza alla presenza a all’azione giusta. Ciò che implica di ri-situarsi nella propria azione, ad o ogni istante, nella presenza e il rispetto di sè.

Dipendenza da eroina

A mio avviso, ha un’altra tonalità. In effetti l’eroina è una sostanza illecita come la cocaina, ma invece di stimolare, “mette il mentale a riposo”

Analogicamente, il mentale è legato al funzionamento dell’animale, che interpreta la realtà nella dualità per sopravvivere.

Si tratta quindi di un invito a decidere imperiosamente a riconosce la propria integrità nel fatto di lasciare che la vita prende senso, cessando di controllare attraverso il mentale

Dipendenza da sostante psicotrope

La parola psicotropa è formata da psico/psichismo e tropo/ che dà una direzione.

Una sostanza psicotropa è suscettibile di modificare l’attività mentale comportando dei cambiamenti della percezione dei sensi, dell’umore, e del comportamento e della coscienza quindi orientando il soggetto in una direzione precisa. Si tratta di un invito a decidere imperiosamente di conoscere la propria integrità impegnandosi nella responsabilità del senso della sua vita che si rivela.

In bioanalogia, il Principio specifico di un avvenimento si collega sempre ad un Principio Universale.

Per la dipendenza si tratta di riconoscere e di rispettare – imperiosamente – il fatto che ciascuno di noi è un essere Unico ciò che questo essere è Presenza e Potenza. Come nota Gitta Mallasz, nel capitolo 79 dei “Dialoghi con l’Angelo”:

“Ogni gesto, ogni pensiero, ogni atto libero non può essere che il top.”

Riassumendo, le nostre dipendenze, se ne abbiamo, ci invitano – in modo imperioso – a far vivere intensamente l’essere unico che siamo.

Per concludere, vi invito a sperimentare la frase di Oscar Wild:

“Siate voi stessi, gli altri sono già presi.”

Frase piena di saggezza!

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